La tecnica delle affermazioni
Con le affermazioni possiamo rinnovare il nostro sistema di credo, l’insieme di modelli di comportamento, che ci portiamo dietro dall’infanzia. Tutti i “no” e “i sì” che avremmo voluto dire e non abbiamo detto, “i devo” e “i non devo”, “i non posso” e tanto altro, una sorta di corazza, che ognuno di noi conosce molto bene per la sofferenza che ci ha causato e causa se non la allentiamo, una colonna sonora inconscia che limita il nostro libero arbitrio, la libertà di vivere la nostra vita con libertà, autenticità, pienezza .
Lavorare con le affermazioni significa nutrire la nostra mente con nuove forme-pensiero, nuovi modi di pensarci e pensare l’altro, la vita. A ogni nuova forma-pensiero corrisponde la vecchia che, fino ad ora, ci ha ostacolato il cambiamento. Dare energia alla nuova significa indebolire la meccanicità della vecchia e sottrarci sempre più alla sua influenza, fino a esaurire il suo potere su di noi. Immaginiamo la nuova forma-pensiero come un seme che piantiamo nella nostra mente e di cui dobbiamo prenderci cura, ricordandola e praticandola più volte al giorno, perché possa fiorire, e la vecchia forma-pensiero come una quercia secolare, ben radicata nel terreno, che resiste anche ai venti più impetuosi.
Un utile esercizio può essere:
1) individuare “il nuovo”, l’intenzione che vogliamo realizzare e scriverla;
2) identificare la forma-pensiero che ha funzionato fino ad ora, impedendoci di realizzare questa intenzione, e scriverla;
3) identificare la nuova forma-pensiero che può trasformarla, e permetterci di realizzare la nostra intenzione;
4) lasciando spazio, scriverla sotto l’altra e racchiuderla in un rettangolo, disegnato con un pennarello colorato, preferibilmente rosso;
5) con la penna, barrare con una croce la vecchia forma pensiero
Un accorgimento importante è iniziare la nuova affermazione con “io intendo”, dove “io” è l’Io Sono, la parte centrale, stabile, della nostra personalità, e “intendo” esprime la nostra piena intenzione di realizzare quell’affermazione, di impegnarci con tutto il nostro Essere, a differenza di “voglio”, espressione solo della volontà. Anche usare il presente indicativo è importante per fissare con chiarezza il qui e ora, e non il modo infinito, indefinito e privo di un soggetto.
Ti do un esempio pratico:
1) metto a fuoco l’intenzione, l’obiettivo che intendo realizzare:
Io intendo relazionarmi con spontaneità e chiarezza nella mia vita privata e nell’ambiente di lavoro.
2) identifico e scrivo l’abituale forma-pensiero del mio sistema di credo che non mi ha permesso fino ad ora questa realizzazione, ad esempio
Io ho paura del conflitto e preferisco adeguarmi in ogni situazione
3) identifico la nuova forma-pensiero che può trasformarla e dare energia alla mia intenzione, ad esempio
Io posso essere spontaneo/a e chiaro/a in ogni situazione, senza per questo entrare in conflitto
4) la scrivo sotto la vecchia forma-pensiero, lasciando spazio, all’interno di un rettangolo, i cui bordi evidenzio con un pennarello, preferibilmente rosso
Io posso essere spontaneo/a e chiaro/a in ogni situazione, senza entrare in conflitto
5) Con la penna barro con una croce la vecchia forma-pensiero.
Dopo aver praticato per un po’ questa nuova forma-pensiero, una naturale evoluzione potrebbe essere:
Io posso essere spontaneo/a e chiaro/a in ogni situazione, e se nasce un conflitto ho il coraggio, le capacità per affrontarlo
Questo articolo è tratto dal mio libro “Corpo e Coscienza – Crescere in Consapevolezza – Un viaggio nel nostro sistema energetico” Anima Edizioni https://www.annacolombo.it/index.php/2023/06/19/corpo-coscienza-evoluzione/
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